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giovedì 4 novembre 2010

Alcuni buoni motivi per leggere Scott Pilgrim (7)



C'è un sottotesto pseudo-SF che, più che richiamare a una cultura romanzesca o narrativa, si rifà all'immaginario videoludico. In questo scenario può succedere ogni cosa e, spesso, non accade nulla. Bryan Lee O'Malley trova così un strano, sbilenco ma efficace equilibrio tra minimalismo e fumetto di genere. Non sembrava possibile, prima di leggerlo.

Harry

(continua)

lunedì 25 ottobre 2010

Carne e ossa



Da qualche tempo vivo in collina, vicino al bosco.

Esco di casa, con scarpe pesanti, mi inoltro nell’umidità delle piante. È utile al mio respiro e alla mia memoria fungo.
È un luogo pacifico, all’interno di un parco protetto. Protetto dall’uomo.

Dieci giorni fa, i miei vicini hanno subito una rapina in casa. Soldi e gioielli. Avevano antifurti elettronici. Non sono serviti a nulla.
Due giorni dopo, in una stradina che conduce nel bosco, c’è stata una sparatoria. Un abitante del paese ha sparato a due amici, uno alla gamba destra, uno nel petto. Prognosi riservate.
Non si direbbe. Il mio paese come luogo di scenari violenti. Il crimine ci spaventa. Il crimine ci affascina. Il crimine è ovunque.

Incolliamo il muso ai televisori, alimentando il disagio e la paura, mentre la nostra mente scimmia si eccita alle notizie dell’ultima adolescente uccisa dallo zio e dalla cugina, dall’ultimo colpo in volto a una ragazza in metropolitana. Nulla di nuovo. Ci alleniamo alla violenza attraverso lo schermo televisivo, attraverso i filtri del satellite terrestre, delle pagine web. Ne prendiamo distanza e ne siamo sempre più condizionati. Paura. Non uscire di casa. Coprifuochi, locali che vendono kebab che devono chiudere prima. Fomentare, rinchiudersi in casa.
La paura è uno strumento politico. Impedisce il ragionamento, rende più condizionabili.
La politica come il tifo calcistico distorce le percezioni, per cui quel che pensi è pro o contro la tua squadra. Atteggiamenti violenti, razzisti, fascisti sono meccanismi funzionali al tifo. Si chiudono lì. Le derive sono responsabilità di chi strumentalizza.

Lo spettacolo della violenza è un’onda che parte da lontano. Alleniamo i nostri bimbi al filtro tecnologico-visivo-ludico sin da piccoli. Si creano meccanismi automatici, subordinazioni di pensiero, emozioni escremento sofisticate.
Non c’è retorica in tutto ciò. Solo il senso della normalità che sfugge al controllo individuale per essere sotto-controllo audiovisivo. La realtà come reality e viceversa.

È in questo scenario che si colloca l’intuizione potente, lucida di Robert Venditti e dei suoi Surrogati. Il prequel al capitolo principale ha tratti di potenza ancora più efficaci, dovuti probabilmente alla maggior consapevolezza di mezzi dell’autore.
Ricorda, i Surrogati sono automi sofisticati che simulano in tutto e per tutto la vita umana, pilotati a distanza da persone comodamente chiuse al sicuro in casa. La vita sofisticata, portata alle estreme conseguenze. Il filtro con il reale diviene definitivo. La perdita del controllo è totale, nella totale illusione del controllo. Assenza del pericolo come manifestazione ultime della paura. Contraddizioni, ambivalenze.
L’apertura della storia Carne e ossa (in Italia per Rizzoli/Lizard), il prequel appunto, è agghiacciante. Un ragazzino alla guida del surrogato paterno commette un omicidio. Conseguenze a cascata.







Un poliziotto nel mezzo che cerca di far carriera, stando dalla parte del giusto, vivendo le sue contraddizioni affettive, entusiasta anch’egli del surrogato della sua compagna che, naturalmente, non comparirà mai di persona, in carne e ossa.





Di Venditti non apprezzo nell’insieme la conduzione delle trame, perché si concludono senza pathos, perché perdono il ritmo e la tensione. Ma ne ammiro la sensibilità, la forza evocativa e il potere della metafora.
E attendo nuove storie dei Surrogati. Penso ne valga la pena.



Harry


tutte le immagini sono (c) di robert venditti e brett weldele e sono tratte dall'edizione originale in lingua inglese, pubblicata da top shelf productions. l'edizione italiana è realizzata da rizzoli/lizard


Tutti i testi di questo blog sono (c) di Harry Naybors, salvo dove diversamente indicato.
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La versione a fumetti di Harry è (c) di Daniel Clowes.