Grandville è un fumetto di genere e in quanto tale segue alcuni schemi precisi, ma senza mai banalizzare. Per esempio, verso al conclusione di
Mon Amour,
Talbot arriva alla soluzione finale attraverso un classico dialogo intuitivo tra i protagonisti, dove tutti i pezzi si mettono in ordine e il complotto emerge dallo sfondo. Oppure nella spettacolarizzazione (mai semplicemente decorativa) di alcune scene. Come in questo salto nel vuoto. Notare il movimento del capo degli astanti che seguono la caduta, con relativo cambio di espressione. Cura dei particolari.
Harry
(c) bryan talbot
Non ho amato molto l’uso della colorazione digitale e di photoshop in
Alice in Sunderland, per quanto motivati da una ricerca e una necessità compositiva inedita e affascinante.
In Grandville Talbot gioca senza strafare, con un gusto tutto orientato alla resa dello scenario steampunk. Solo questo rende Grandville imperdibile.
Harry
(c) bryan talbot
Basta una sequenza per comprendere la grandezza di Talbot. La sua cura nei dettagli e la sua abilità nelle scelte di regia, si potrebbe dire, ma soprattutto in quella valutazione tutta fumettistica che sta nel decidere cosa inserire in ogni singola vignetta: la tecnica di Talbot scompare dietro al meccanismo narrativo, salvo riemergere a un’analisi più attenta.
Harry
grandville mon amour - pagg. 66-67-68 - (c) bryan talbot
(c) bryan talbot
In
Grandville Mon Amour, inedito in Italia, c’è un cattivo spaventoso, di quelli che ti prendono sempre alle spalle.
Talbot lo tratteggia in modo schematico, in modo totalmente funzionale all’intreccio, salvo poi rivelarne il paradosso nel corso della storia. La sua cattiveria nascosta dal ruolo di soldato è in realtà pura perversione. È l’ipocrisia che prende sempre alle spalle.
Harry
pagg. 20-21
pag. 38
Sono ossessionato, ammaliato e terrorizzato da quanto sta succedendo in questi mesi in Nord Africa. C'è un'energia che si muove da sotto che non ha a che fare solo, come ci dicono, con la disperazione, ma anche con il senso di appartenenza a un'umanità più ampia e incontenibile. Non confinabile. La violenza dei tentativi dispotici di sradicare da ogni appartenenza in nome di una presunta stabilità è inaccettabile e amara. Eppure così diffusa.
In
Grandville,
Talbot parla anche di questo. Di questa insopportabile subordinanza, celata dietro a una borghesia apparentemente benestante, benvestita, beneducata, ... Francesi contro inglesi, qui. Ma non (solo) di orgoglio patriottico si parla.
Harry
grandville di bryan talbot è pubblicato in usa da dark horse comics, in italia da comma 22
(continua)
Grandville di
Talbot:
steampunk, fantasy, police procedurale, animali antropomorfi, romance, serial ... al di là (ahimé) dei termini in inglese che ho utilizzato, è l'opera con la quale esemplificherei oggi l'approccio
sincretico nella narrazione a fumetti. Una sintesi che è costituente genetica del fumetto, e che in Talbot si esalta al massimo. Un esempio di come questa forma di comunicazione permetta di trovare soluzioni narrative impossibili in altre forme.
Harry
grandville di bryan talbot è pubblicato in usa da dark horse comics, in italia da comma 22
(continua)
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