Visualizzazione post con etichetta luca enoch. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta luca enoch. Mostra tutti i post
sabato 16 luglio 2011
Sintesi estiva su Lilith di Luca Enoch
Ho recuperato. Ero fermo al tre.
Non lo capivo. La sua formula è troppo meccanica.
Dal cinque accade qualcosa. Le storie prendono spazio. E vita.
La guerra attraversa le storie. Come la Storia.
Ma Lilith mi sembra ancora troppo un compromesso editoriale.
A metà di un guado.
Anche se apprezzo l'ironia di una protagonista di una serie Bonelli quasi sempre nuda.
La miglior storia, quella dei vichinghi.
In attesa che qualcosa di nuovo accada.
Luca Enoch non è un talento puro del disegno. Lo sappiamo bene. Ne conosciamo l'evoluzione stilistica.
Ma è uno che studia, elabora, sviluppa, ... tutto quello che un vero professionista con una vocazione deve fare.
Abbandonata Lilith, tra qualche tempo, spero in un nuovo, vero salto in avanti.
Ma mi convinco che da Lilith ci sia ancora qualcosa di importante a venire.
Fine del telegramma.
Harry
Etichette:
art comics,
Bonelli,
fumetto popolare,
luca enoch
martedì 7 giugno 2011
Interpretare una canzone - Trottole e Putiferio
copertina di miguel angel martin
Ho male a un orecchio.
Una cosa che mi capita da due mesi.
Non ne conosco il motivo. Mai sofferto di otiti in vita mia.
Aver male all'orecchio non impedisce di leggere. Ma di ascoltare sì.
Quindi mi leggo Il paradiso delle trottole, fumetto disco della Banda Putiferio (Tunué).
Leggo e non ascolto.
Capisco e non capisco.
La frammentazione, la disomogenietà, la pluralità di approcci, ... il putiferio.
Credo che la parte a fumetti, il libro, avrebbe meritato scelte più organiche. Non amo in particolare il disegno che segue in modo didascalico i testi.
Ma poi mi fermo su due gioielli.
Luca Enoch interpreta con una storia muta e uno stile cartoon favoloso Il grillo e la formicuzza, canzone popolare tragica e surreale, di cui non conosco la storia o la genesi, ma certo la tradizione popolare è ricca di esempi di questo tipo, dove l'orrore quotidiano si mischia al fato. Ed Enoch ci regala un fulminante esercizio di stile. Pura abilità tecnica al servizio di un divertissment prezioso.
luca enoch
E poi la storia di Akab, che segue il monologo Fui feto di Antonio Rezza, che di per sé è un testo orrendo, ovvero bellissimo, per il suo cinismo e la sua inquietudine. E Akab, se possibile, lo rende ancora più inaccettabile, fastidioso, disturbante. Che è quello che Akab fa alle storie da quando lo leggo.
Ecco, il progetto in sé non mi convince in pieno. Eppure queste due singole perle meritano di essere lette e rilette.
C'è poi un cd. Che è il cuore. Ma davvero, con otiti ricorrenti, vi mettereste ad ascoltare un gruppo che si chiama Banda Putiferio?
(si, l'ho fatto, ma senza grande attenzione e ne parlerò un'altra volta).
Harry
p.s. C'è anche Massimo Giacon
massimo giacon
Etichette:
akab,
art comics,
banda putiferio,
luca enoch,
miguel angel martin,
musica
Iscriviti a:
Post (Atom)
Tutti i testi di questo blog sono (c) di Harry Naybors, salvo dove diversamente indicato.
Puoi diffonderli a tuo piacere ma esplicitando sempre l'autore e/o la fonte.
La versione a fumetti di Harry è (c) di Daniel Clowes.



