copertina di n.n. 239, di de angelis
Su Nathan Never 239 inizia la Guerra dei Mondi, una saga che durerà circa un anno. Se ne parla da anni. Davvero. Credo si tratti della più lunga preparazione a una saga che una serie italiana abbia mai avuto.
I Pretoriani (Vigna, Bonazzi) si sviluppa su due binari paralleli. Il primo, quello coperto, riguarda le indagini che conduce l'Agenzia Alfa, al buio su tutto, su presunte collusioni e corruzioni tra pubblico e privato di dimensioni (extra)planetarie. Il secondo, quello scoperto, in cui ai lettori tutto è svelato, ci racconta di quella corruzione e delle sue possibili conseguenze prima ancora che le indagini dell'Agenzia portino da qualche parte. Uno sviluppo di questo tipo, senza reali colpi di scena, risulta noioso e meccanico e ridondante. Non aiuta un Bonazzi stiracchiato. Ma in realtà è Vigna che appare intrappolato. Forse da necessità più ampie di un singolo numero, e la fabula di un'ampia saga può sacrificare alcuni sviluppi, alcuni singoli episodi. Lo so, è una sciocchezza, ma lo abbiamo visto succedere più volte; è una delle regole non-regole del fumetto seriale. Il problema è che qui la meccanica socio-politico-economica che struttura la storia è inutilmente complessa (apparentemente), ma il suo svolgimento è banalizzato e sacrificato ai meccanismi dell'avventura.
Le premesse non sono convincenti, quindi. Staremo a vedere.
Che la saga non si riduca, semplicemente, a una maxi-serie nella serie.
Harry
